New York, anno 1985. Due uomini si affrontano in un duello di spade uno dei due uccide l'altro decapitandolo, mentre lo sconfitto perde una spada Toledo Salamanca che resta sul luogo. Scozia, anno 1536 Connor MacLeod viene gravemente ferito in battaglia da un oscuro cavaliere che cerca di decapitarlo, viene però portato in salvo dai suoi parenti. La ferita risulta molto grave e tutti pensano che morirà; il giovane, tuttavia, nello sconcerto generale guarisce in una sola notte, venendo così accusato di avere stretto un patto col diavolo e rischiando di essere arso sul rogo.

Cinque anni dopo la sua cacciata dal villaggio, Connor viene avvicinato da uno strano personaggio, Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez, un maestro d'armi spagnolo che si incarica di metterlo in guardia sul pericolo rappresentato dal cavaliere nero che lo aveva ferito anni addietro e gli svela chi veramente egli sia: un immortale, esattamente come lui; gli immortali hanno particolari doti, che vanno scoperte e affinate, ma non possono avere figli né essere uccisi, se non tramite decapitazione.

Ramírez addestra MacLeod all'uso delle armi e gli rivela la profezia secondo la quale il giorno dell'Adunanza tutti gli immortali rimasti vivi "proveranno un'attrazione irresistibile per una terra lontana" dove si scontreranno per ottenere una ricompensa; la profezia dice che alla fine "ne rimarrà soltanto uno", ma perché ciò avvenga è necessario sconfiggere il crudele Kurgan, il cavaliere nero, che rappresenta il lato oscuro degli Immortali, dato che la sua vittoria condurrebbe l'umanità a un futuro buio.